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Il momento doveva arrivare, il momento in cui dovevano rinfacciarmi una frase, buttata lì sull’onda della delusione, nel dopo Croazia. «I componenti di questa Nazionale, sulla carta, sono tra i più scarsi che io ricordi». Sì, perché Cassano non aveva ancora segnato, né pennellato assist e, dopo cinque minuti di partita, il volto paonazzo, il sudore copioso, la difficoltà nel cambiare passo sembravano denunciare qualche bicchiere di rosso di troppo. E Balotelli era il solito Balotelli, che dopo il gol in semirovesciata con l’Irlanda non parla in inglese, ma affronta a muso duro tutti: gli Italiani, i senatori dello spogliatoio, i giornalisti. Il solito Balotelli, al quale bisogna tappare la bocca, sfrontato nel togliersi la maglietta dopo il secondo gol alla Germania. Il solito Balotelli che tira una sassata all’incrocio, dopo un aggancio un po’ impacciato e un’accelerazione che non c’è, che ti fa pensare alla Spagna della prima partita. Lo stesso discorso vale per il pacchetto difensivo: chi si sarebbe mai aspettato la crescita evidentissima di Bonucci – protetto da un De Rossi in forma straordinaria – e Barzagli, ottimo giocatore, capace di guidare la difesa così, onnipresente. E poi – possiamo dircelo? – Giaccherini e Maggio, sugli esterni, proprio non andavano.

Perciò, lo ammetto, sono colpevole. Non ci credevo, tanto che non mi preoccupavo del fatto che avrei lavorato, la sera della finale. E ora sono qui, con una finale in meno, che non potrò gustare minuto per minuto, ma con un Balotelli sorridente in più, che non è il solito Balotelli.

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One thought on “Il solito Balotelli

  1. Nel calcio la carta è traditrice, nel bene e nel male. Gli astri sono molto più potenti però del tutto illeggibili, quindi il calcio può farti incazzare duro o godere come un antilope, a seconda. E’ per questo che ci piace, una meravigliosa isola irrazionale popolata da personaggi da romanzo che a volte, di essere lì, non se lo sono neppure meritato. Le combinazioni alchemiche sono infinite, i risultati sono ipotizzabili o intuibili ma mai sicuri, le curve gaussiane dei rilevamenti statistici vengono derubricate a perdite di tempo. E’ questa la figata.

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