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La sabbia e il vento che levigavano la pelle sembrano ormai lontani. «Il ritorno porta addosso mal di testa e mal d’anima», anche se non è un ritorno, ma un nuovo viaggio, scavalcando l’Appennino.

Siamo in un bar, in periferia. La seconda colazione della mattina, dopo il traghetto. L’aria fredda del climatizzatore e lo sguardo dei presenti passano veloci su di noi. Una coppia, dietro al bancone. Un ragazzo con i capelli rasati sui lati, cresta e pizzetto. Giovani. E un signore più anziano, con delle noccioline e un bicchiere vuoto di fronte. Il ragazzo seduto al tavolo ha passato la notte insonne. «Sai quando giochi alla Play Station, fa caldo e accendi il ventilatore di fronte a te? Ecco, a un certo punto – racconta al barista mentre, seduto a un tavolino, sorseggia un drink dello stesso colore del the – ho sentito un dolore come una coltellata nella ciccia, e non sono più riuscito a dormire».

Entra un altro ragazzo, con una camicia a maniche corte, a quadretti, bianca e marrone. Slacciata fino al terzo bottone. Indossa degli occhiali da sole, e non pensa assolutamente di toglierli. «Mi fai un vodka e Campari?», chiede al barista. «La vodka l’ho finita, ci posso mettere il gin», gli risponde. «Ok, fa lo stesso». «Te lo metto in questo bicchiere grande, ci vuoi del ghiaccio?». «Fai due o tre cubetti, non di più». Niente noccioline, per lui, ma 2,50 euro, corrispondenti al resto dei 5 euro con i quali ha pagato il cocktail, scambiati in gettoni per giocare a una macchinetta.

Uno dei miei due compagni di viaggio si alza all’improvviso e si dirige ad aprire la porta. Faceva fatica, col passeggino, la signora fuori. Soprattutto perché sul passeggino, minuscolo, ci sta un bambino di circa 8 anni, della stessa stazza della mamma. Non parla, il bambino, mentre la mamma racconta che «sono tre giorni che non mi fa uscire di casa», e ordina un «marocchino».

«Ce l’hai la vodka?» – chiede alla ragazza, questa volta c’è lei dietro al bancone. «L’abbiamo finita». «Ok, allora un altro gin e Campari». E il resto, questa volta, non c’entra: sono 10 gli euro per la macchinetta. Non dice nulla, forse ha passato anche lui la notte insonne.

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