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Per tenere testa alla Juve, in sostanza, bisogna essere la Juve. Già, perché non sono parafanghi ciò che produce la società di Torino, ma know-how, esportabile. Un modo di interpretare quel trecinquedue che una volta era lo schema della squadra tutta corsa e aggressività, che lottava per un’insperata salvezza facendo affidamento sulla corsa degli esterni. Terzino, ala, incursore, tornante: l’esterno del trecinquedue doveva fare tutto lui, sulla fascia. Perché dietro ce la giochiamo con una zona mista – cioè due marcatori a uomo e un libero alla vecchia maniera -, e in mezzo al campo cerchiamo di prendere il sopravvento supplendo alla carenza tecnica con la densità fisica: un uomo in più, tre centrocampisti centrali contro i due centrocampisti centrali del disciplinato e fighetto quattroquattrodue. Era lo schema del Perugia di Serse Cosmi, Fabio Liverani e Marco Materazzi, per capirci.

Le evoluzioni calcistiche catalane sono state l’occasione per sdoganarlo, il trecinquedue all’italiana. Perché quelli, i catalani, sono tecnici, talmente tecnici da poter lasciare da parte l’aggressività, dato che la palla non la perdono mai. Luis Enrique ci provò ad esportare quel know-how, nel progetto Roma, ma senza poter contare sull’abilità tecnica, sulla delicatezza del tocco, la cosa fallì. Si trattava di metterci la grinta di Cosmi ed è questa l’intuizione di Antonio Conte, un mix tra tecnica ed aggressività. Il risultato? Il ritmo. E una bellezza di calcio moderno.

Altra tecnica rispetto al Chievo, altro passo rispetto al Milan, ma stesso ritmo della Fiorentina versione Vincenzo Montella, che mette davanti ai bianconeri l’immagine riflessa di loro stessi. Tre difensori capaci di impostare, uno dei quali particolarmente spregiudicato nel proporsi in avanti (Roncaglia), un palleggiatore di piccole dimensioni, due interni con un giusto equilibrio di tecnica e di aggressività (Borja Valero è una scommessa azzeccata, al momento), due corridori sulle fasce e due attaccanti capaci di dialogare. Il risultato, appunto, è il ritmo. E insomma, la domanda corretta è questa qui:

[Update] C’è chi si spinge già un po’ più in là:

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