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Oggi, un po’ così, anche per cazzeggio, sia su internet che di persona, mi sono trovato tre volte a discutere del mio posizionamento tra Renzi e Bersani. Mi è stato chiesto chi preferisco, se ho scelto. La risposta è no, non ho scelto, perché la mia posizione è perfettamente equidistante da entrambi. Per spiegare il perché ho fatto uno schemino, come quelli che vanno di moda ora, molto simpatici. Molto simpatici gli altri, il mio è terribilmente noioso, ma utile per capire quali sono le fratture sulle quali si gioca la sfida delle primarie del centrosinistra (o congresso del PD):

Inevitabilmente si tratta di una semplificazione. Non tiene conto, ad esempio, della linea di frattura che si sviluppa tra gli estremi «stato laico» e «stato confessionale», anche se approssimativamente possiamo collocarla sovrapposta a quella «socialdemocrazia – liberismo», così che i «laici» staranno nella metà sinistra della tavola, i «cattolici» nella metà di destra.

Bene. I quattro nomi che vedete in basso si collocano su di un «continuo» tra socialdemocrazia e liberismo, con l’intento di conservare se stessi, o di conservare le proprie aspettative di potersi conservare (Fassina e Orfini, che ogni tanto hanno dei sussulti rottamatori). In alto a destra ci sta Renzi. Il mio posto è quel cerchio là in mezzo, invece, convinto come sono della necessità di un ricambio forte della classe dirigente del centrosinistra, perfettamente in linea con quanto previsto dallo Statuto del Partito Democratico (limite ai mandati e – poche, pochissime – deroghe) e convinto della necessità di una «doppia mossa», liberale all’interno del sistema italiano, finalizzata alla destrutturazione delle rendite di posizione, per restituire centralità al lavoro, e socialdemocratica a livello europeo, globale, per mettere un freno alla finanza e restituire centralità al lavoro, appunto. Sto semplificando, lo so, ma tolta la ciccia, i «non siam mica qui» e «i sorrisi e la bellezza», giunti all’osso, la scelta per me è proprio questa. E sottolineo il «per me», dato che si tratta di un post estremamente personale.

E mi si farà notare che quel cerchio lì è più vicino a Renzi che a Bersani, e questo è vero, se non fosse che l’ideologia dilata le distanze, e io di Marchionne non mi fido, ecco.

Per questo motivo, per ora, ci si diverte così e così.

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2 thoughts on “Dimmi dove stai e ti dirò chi sei

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