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Quella che vedete qui sopra è la barriera piazzata da Stekelenburg in Juventus – Roma. Sei uomini, ai quali va ad aggiungersi un giocatore della Juventus (Caceres). Il giocatore più alto, Tachtsidis, con il numero 77, è il terzo uomo della barriera. Questi sono indizi che ci fanno supporre che Stekelenburg si aspettasse – o comunque temesse – una traiettoria a scavalcare la barriera, per finire sul primo palo. Una simile traiettoria tende a sorvolare la testa del terzo uomo in barriera – lo spiegava tempo fa Buffon in un’intervista a Sport Week, se non sbaglio -, perché con il giro giusto finisce all’incrocio del primo palo. Il problema è che esiste sempre una tensione tra la protezione offerta dalla barriera e la visibilità del portiere. In questo caso, Stekelenburg ha preferito la protezione e Andrea Pirlo ha pensato giustamente di beffarlo con una soluzione diametralmente opposta a quella ipotizzata dall’estremo difensore romanista: palla bassa, lenta e precisa, sul palo del portiere.

Sono questi i casi in cui la barriera diventa nemica del portiere e alleata del tiratore. Oggi, a Siena, Pirlo se l’è fatta di nuovo amica, calciando la palla sotto ai piedi dei giocatori in barriera. Un semplice e veloce test effettuato con la finta di Giovinco e poi la nuova versione de la maledetta. Se la prima versione è valida per calci dalla distanza, dando alla palla il tempo di scendere bruscamente, la nuova versione è per le brevi distanze: punizioni calciate come fossero rigori.

Non ne è l’unico interprete, chiaro. Anzi, proprio poche ore fa, Ronaldinho si è esibito con una soluzione praticamente identica, andando anche lui a segno nel match giocato contro il Botafogo di Seedorf, ex compagno di squadra al Milan e anch’egli specialista dei calci piazzati:

Il mio primo ricordo, però, di questa nuova versione della maledetta risale all’ottobre del 2000. Milan – Barcellona, risultato finale tre a tre. Va a segno per tre volte Rivaldo, che allora vestiva la maglia blaugrana, con una rasoiata dalla distanza che passa – ancora una volta – sotto la barriera.

Si tratta di tecniche non convenzionali, non basate esclusivamente sull’abilità balistica, ma con una forte dose di astuzia. Ricorderete le punzioni di Sinisa Mihajlovic: tecnica perfetta, potenza, precisione, il giro giusto. O quelle di Alvaro Recoba. In quelle esecuzioni non c’era astuzia. Ecco perché Pirlo, con la leggerezza e la semplicità e l’abilità con cui fa le cose, tutte le cose, è sicuramente il migliore.

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