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La giornata di ieri è stata particolarmente ricca di argomenti per gli antirenziani. Il primo spunto di riflessione è offerto da un passaggio dell’intervista rilasciata da Renzi a Repubblica. Più precisamente:

Ecco, non funziona così. La «rottamazione» – se non vogliamo propri renderla una cosa volgare – è un’altra cosa, è l’idea della necessità di un ricambio fondato sulla scelta e sulla partecipazione degli elettori e dei cittadini, del «popolo del centrosinistra». Da questo punto di vista, non ha sbagliato una parola, Bersani, dicendo che non è lui a decidere chi va in Parlamento, che non è questa l’idea di Italia che ha. Sostituire una classe dirigente ed egemone con un’altra, mi spiace, non è il mio obiettivo. Il mio obiettivo è cambiare il metodo di selezione di tutta la classe dirigente. Non a caso è da sempre che insistiamo sulla necessità di svolgere delle primarie per i parlamentari, nel caso in cui si vada al voto con il sistema elettorale vigente. Bersani ha detto più volte che si faranno, anche se non è stata ancora stabilita alcuna regola (una di quelle regolette come: raccogliere 18.000 firme di iscritti in una settimana).

Il secondo argomento è ampiamente raccontato da un pezzo del Corriere, dal quale ho estratto:

Eccetera.

Probabilmente sarò old, probabilmente vedrò la società ancora suddivisa in compartimenti a tenuta stagna. Sì, esatto, un po’ lo sono. Perché credo che la politica sia ancora rappresentare interessi, necessariamente contrastanti. Perché quando lo scontro è venuto meno, quando la tensione tra interessi contrapposti si è allentata, in nome di un poco precisato interesse generale, sappiamo bene chi ci ha perso.

Questa serata è raccontata anche da diversi video, che girano sulla rete:

Il terzo argomento, che coincide con il secondo, è portato da una lettera con la quale Angelo Benessia spiega perché Renzi raccoglie consensi, pubblicata su La Stampa. Perché si tratta di un possibile argomento è spiegato qui:

Angelo Benessia, già presidente dell’influentissima Compagnia di San Paolo (azionista di Banca Intesa, per intenderci). L’uomo della finanza e dell’alta borghesia torinese fa una mossa che non ci si aspetterebbe. […] Per Renzi si tratta di un ulteriore accreditamento in quella galassia di interessi del Nord contro cui sarebbe impossibile governare. L’uscita di Benessia suggella la presa di posizione di Sergio Chiamparino, ex primo cittadino di Torino e ora alla presidenza della Compagnia.

A sinistra, c’è di meglio.

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2 thoughts on “I due risottini da rottamare

  1. Pingback: Quel che Serra si è dimenticato di dire | Cronache dal nord Italia

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