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Come ampiamente annunciato, è stato un successo. Decine di migliaia di seggi sparsi per tutta l’Italia, un dispiegamento di volontari da far rabbrividire qualsiasi edizione della «gioiosa macchina da guerra», operazioni regolari e velocità nella divulgazione dei dati eccezionale. Ha vinto il candidato uscito dal cappello di Silvio Berlusconi, il dinosauro Giampierò Samorì. «Prof. Avv.» Giampierò Samorì, così come si trova scritto sul suo sito. Modenese e finanziere, la sua fortuna, però, deriva da una piccola impresa nata negli ultimi mesi, che si occupa di organizzare viaggi per anziani, sulle note di «S’annamo a divertì, Samorì, Samorì». Samorì, con i suoi «Moderati in Rivoluzione» – MiR, ha ottenuto una vittoria risicata, grazie ai dati pervenuti dal mastodontico spoglio del seggio di Finale Ligure (11.000 abitanti, Savona), dove la partecipazione ha raggiunto livelli da record, con un’affluenza particolarmente pronunciata durante la prima mattinata.

«Samorì correva forte di un grosso vantaggio, avendo un cognome molto musicale». La prima reazione alla vittoria è stata quella di Alessandra Mussolini, che ha così criticato la sua sconfitta:

A stretto giro è arrivata la replica di Guido Crosetto: «non commento, non sono in una posizione per cui poter commentare. Dico solo che… No, guardi, lasciamo perdere». «Su, onorevole, ci dica». «Dico solo che facciamo la figura dei cioccolatai, con Ciocorì candidato premier. Ci vuole gente seria, non gente che spunta come un fungo, con un passato poco chiaro». Molto vicina al deputato Piemontese, Giorgia Meloni ha dichiarato senza giri di parole che «forse lascerà il Popolo della Libertà». Con lei Alessandro Cattaneo, sindaco di Pavia: «la formattazione non è riuscita: forse opteremo per una partizione del disco, se la cosa non dà fastidio. E, comunque, prima faremo un backup».

«Se Samorì pensa di poter guidare il Popolo della Libertà e il Paese, se pensa di essere lui il nuovo leader, dico che si sbaglia di grosso – ha dichiarato Michaela Biancofiore, leader delle Amazzoni -. Berlusconi in questo momento non è in campo, ma quando scenderà in campo vedremo come cambieranno i sondaggi. C’è una Berlusconi generation, una Apple, Steve Jobs generation che non permetterà che lo spirito del ’94 vada così disperso».

«Berlusconi scenderà in campo? Sono io il nuovo Berlusconi» – ha risposto duramente Alessandro Proto, ribadendo la sua capacità di rifilare sole agli italiani: «Stiamo cercando di vendere una sogno agli italiani: lo vendiamo al costo di 500 punti di spread, ma quei soldi non li vale».

«Ha vinto Samorì? Bene: l’importante è che non abbia vinto io, perché il programma che proponevo agli italiani – ora Silighini Garagnani può confessarlo – era completamente campato per aria. Se gli Italiani non hanno creduto a una riforma delle pensioni che abbassasse l’età pensionabile a 60 anni, all’abolizione di tutte le tasse scolastiche, alla creazione della moneta nazionale utilizzabile solo per i prodotti recanti il marchio “Doc Italiano”, vuol dire che forse non tutto è perduto».

«Silighini Garagnani è un cialtrone – ha replicato Alfonso Luigi Marra. La dottoressa Tommasi ed io abbiamo già ampiamente argomentato riguardo l’importanza della sovranità monetaria, primo punto del nostro programma. Il signoraggio bancario bla bla bla».

«Capre!», ha urlato Vittorio Sgarbi.

«Non lo rivedremo mai più, un reality show come questo», commentano dal Kenya Silvio Berlusconi e Flavio Briatore.

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