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lucyBerlusconi è tornato, più sconcio che mai.

Nel frattempo cerco di parlare, con chi mostra un certo interesse (che sembra una cosa scontata, ma non lo è), delle prossime elezioni politiche. Mi è capitato di dare consigli, partendo da una posizione ben precisa, che anche il mio interlocutore conosce: io voterò per il Partito Democratico alla Camera, al Senato e in Regione Lombardia.

Per molti altri, invece, non è così. Ed è proprio con queste persone che mi interessa discutere: i mitici «indecisi», che forse è la prima volta che esistono per davvero. In questa settimana, ad esempio, ho parlato con:

  • Un compagno di classe delle scuole elementari che non vedevo da qualche tempo, che sapevo simpatizzante del PD, e che ho incrociato in un posto dove cucinano dei panini favolosi, da mangiare al volo. Mi ha detto di essere un po’ deluso da questo PD. Non ha votato alle primarie e Ingroia esercita su di lui una certa attrazione. Alla fine ne siamo usciti così: Ingroia lo si può votare alla Camera, ma al Senato è un voto sprecato, nella regione decisiva per la composizione del futuro Parlamento. E chi vota per Ingroia sostiene Ambrosoli, in Regione. Quindi al Senato è logico votare per la coalizione «Italia Bene Comune», di cui fa parte il PD. Anche perché se non si vuole che il PD ricerchi futuri accordi con Monti c’è solo una strada: votarlo (perlomeno) al Senato.
  • Un amico di sempre, ex elettore leghista, ora molto deluso dalla Lega e dalla politica. «Renzi l’avrei votato», mi ha detto. «Forse anche Monti, ma guarda con chi si è messo: Fini e Casini». Bene. C’è da considerare che Renzi è rimasto a fianco di Bersani, anche se so che votare Bersani, per lui, non è facile. Quindi, per addolcire la pillola, ci può stare l’«opzione Giannino» alla Camera. Ma non al Senato, dove il voto da esprimere deve essere in favore del candidato che – comunque la si voglia mettere – è l’unico che può mandare a casa Berlusconi, è l’unico che può mettere in un angolo i centristi Casini e Fini (Fini centrista si fa per dire) ed è il più vicino a Matteo Renzi. E per la Regione: se non vuoi continuare con la Lega e Berlusconi che hanno portato la ‘ndrangheta in Consiglio Regionale, se la coalizione di Monti non ti convince, c’è un tale Umberto Ambrosoli. Serio, pulito, di certo non estremista, che fa della legalità il perno di tutto il suo programma. E legalità vuol dire incidere sui meccanismi di trasmissione della macchina del malaffare che strozza chi produce ricchezza in questo Paese.
  • Un altro amico di sempre, che però è meno indeciso degli altri. «Voto Monti alla Camera, il PD al Senato e Maroni in Regione, perché mi sembra uno serio». Tutto bene, tranne Maroni: votare Maroni vuol dire votare gli alleati del Celeste, deve essere chiaro. Eravamo in macchina assieme quando Radio Padania 2.0 ha passato una canzone contenente il verso «una donna in burqua nero / fa saltare il grattacielo». Chissà che sia bastato questo.
  • Un mio vicino di casa, anziano, mi ha chiesto delucidazioni. «Ai tempi consegnavo porta a porta L’Unità, ora non riesco molto a ritrovarmi: questo qui, Ambrosoli, lo voglio votare perché abbiamo bisogno di pulizia. Però, sai com’è, quell’Ingroia non mi dispiace». Ecco, no. Perfetto in Regione, Ingroia può passare alla Camera, ma al Senato assolutamente no: è un voto legittimo ma che paradossalmente rischia di spostare a destra il risultato elettorale.
  • Un compagno di squadra che, appena mi ha visto arrivare al campo sportivo, mi ha detto: «oh, ma sei matto? Vuoi votare Berlusconi?». L’ho tranquillizzato (e non è tipo facile da tranquillizzare) spiegandogli che tutti quelli là dietro, con le scarpe da calcio ai piedi, che sghignazzavano, lo avevano bellamente perculato raccontandogli che ho sempre votato Berlusconi. «Non è così, e vota il PD, mi raccomando».
  • Uno di quelli che, là dietro, sghignazzavano: «Quindi alla Camera posso votare chi voglio, ma al Senato per forza Berlusconi, giusto?». Era ironico: tutto ok, quindi.

Dai che si vince.

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2 thoughts on “Piccolo manuale per elettori indecisi

  1. il ragionamento su voto diverso Camera/ Senato lo sto facendo anche io in Veneto, funziona abbastanza.
    forse pure con elettori M5S.
    gli ex leghisti ed ex pdlini da me sono difficilissimi da convincere: l’idea di votare PD proprio non passa, infatti piuttosto voteranno Grillo, o qualche indipendentista veneto. monolitici.
    speriamo bene!

  2. infatti non riesco a capire.
    Nella mia classe (5 perito informatico però serale quindi tutti votanti), nessuno voterà berlusconi eppure nessuno vuole votare pd….
    Non riesco a capire perchè, se vogliamo mandare a casa berlusconi e i suoi almeno al senato bisogna votare pd

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