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m5sPare che il Partito Democratico abbia presentato un disegno di legge per vietare al Movimento 5 Stelle di presentarsi alle prossime elezioni, sancendo l’ineleggibilità (di fatto) della formazione guidata da Beppe Grillo e non quella di Silvio Berlusconi. Un tempismo perfetto, colto al balzo da Roberto Fico, senatore dl M5S:

Anna Finocchiaro invece di discutere dell’ineleggibilità di Silvio Berlusconi magari stabilendo una linea dura e una battaglia senza precedenti nella giunta delle elezioni preferisce presentare un disegno di legge antimovimenti al fine di attaccare il Movimento Cinque Stelle.

In realtà, il problema sembra essere proprio di tempismo. E basta. Quella di Fico non è altro che una lettura volutamente provocatoria del disegno di legge, i cui nove articoli prevederebbero:

In base ai nove articoli del ddl, lo Statuto delle associazioni politiche dovrà indicare obbligatoriamente gli organi dirigenti, le loro funzioni, un collegio sindacale composto da revisori dei conti e l’attribuzione a una società di revisione iscritta all’albo speciale che certifichi i bilanci e garantire la massima trasparenza, anche su internet. Paletti più rigidi anche per richiedere i rimborsi elettorali.

Ditemi cosa c’è di sbagliato in tutto ciò. Anzi, ben venga una legge sui partiti, finalmente, finalizzata alla trasparenza di strutture che, altrimenti, rischiano di trasformarsi in camere oscure gestite da un gruppo ristretto di persone, per le quali passano tanti soldi e molte decisioni riguardanti la vita pubblica.

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