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paolo-becchiPaolo Becchi, per chi ancora non lo conoscesse, è professore ordinario di Filosofia del Diritto presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Genova. Oltre alla docenza Becchi dedica, da qualche mese, parte del suo tempo a costruire la linea politica del Movimento 5 Stelle.

Ogni tanto il professore Becchi si è lasciato andare a sparate populiste, come quando disse che se avesse incontrato per strada Mario Monti gli avrebbe sputato in faccia, così come a Romano Prodi.

La prima crepa nel rapporto tra Paolo Becchi e il M5S è stata registrata circa un mese fa, quando dichiarò:

Se qualcuno tra qualche mese prende i fucili non lamentiamoci, abbiamo messo un altro banchiere all’economia […] La situazione se non migliora peggiora e non so quanto la gente possa resistere, non so quanto il Movimento possa frenare la violenza della gente, che è nella natura delle cose”.

Gli eletti del M5S presero subito le distanze, dichiarando che «il professor Becchi non e’ un ideologo del M5S, si tratta semmai di un’etichetta attaccata al personaggio», in un comunicato ripreso anche dal blog di Beppe Grillo, che in numerose altre occasioni ospitò gli interventi di Becchi.

Becchi, presa coscienza della scomunica ricevuta, cercò di fare retromarcia:

Quella frase è arrivata durante una trasmissione radiofonica, La Zanzara, e non è riportata correttamente perché io dico in maniera scherzosa; inviterei tutti i giornalisti a rivedere non quello che ha riportato Repubblica, ma l’intera trasmissione. Si vedrà chiaramente che io dico anche che sto scherzando.

Stava solo scherzando, Becchi. Parlava di fucili, ma scherzava. E’ colpa di Cruciani e di Parenzo che non hanno colto l’ironia. E cosa fa, allora, l’astuto professore Becchi? Meno di un mese dopo è di nuovo ospite a La Zanzara e l’articolo con il quale Radio 24 racconta l’intervista riporta questo virgolettato:

A me il culo non dispiace, quando guardo da dietro una ragazza io guardo sempre il culo, però mi hanno detto che questo non si può dire perché poi ti accusano di femminicidio.

Un tempismo perfetto, tanto perfetto che l’audio dell’intervista si trova già su Repubblica.it. Attendiamo la presa di distanza del M5S, come da copione. Lo stesso copione che va avanti da venti anni: si getta il sasso, per vedere l’effetto che fa. Poi, se va male, si prendono le distanze.

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