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Chi frequenta questi schermi molto probabilmente è al corrente dell’articolo scritto oggi da Andrea Scanzi, dedicato a Giuseppe Civati. In questo Paese, io non ho ancora ben capito che ruolo abbiano i giornalisti. Se quello di raccontare e – solo dopo averli raccontati – trovare un filo conduttore dei fatti, o se divertirsi nel genere letterario del «retroscena non smentito», della «dichiarazione virgolettata ai più intimi collaboratori e non smentita», dell’invenzione di soprannomi e nomignoli dal dubbio gusto, delle campagne dei duri e puri. Davvero, io questo non l’ho capito. E mi fa ancora più strano se tra i virtuosi di tali generi letterari c’è chi poi critica lo stato del giornalismo in Italia. O chi critica giornalisti passati alla vita politica, come se questo non fosse fare politica.

Allo stesso modo, Fabrizio Roncone, oggi, sul Corriere della Sera, chiude il suo pezzo con questo passaggio:

Schermata 07-2456485 alle 11.00.32

 

E io me lo chiedo: è giornalismo, questa roba qui? Qual è la notizia, qual è il fatto? Perché lo sberleffo, in un articolo che cerca di ricostruire le vicende interne al maggior partito italiano?

Sberleffo che non poteva non trovare il ghigno compiacente di due altre firme del giornalismo nostrano: Mattia Feltri e Christian Rocca.

Schermata 07-2456485 alle 11.31.09Ecco, io non lo so se Civati sarà il prossimo segretario del PD. Scanzi, raccontando i fatti (sì, ciao), crede di no «corre per niente e senza speranza, tanto nel Pd del futuro comanderà Renzi». Io non lo so, ma so che ci proverà a cambiare questo partito, con tutte le sue forze. E se cambia questo partito, cambia anche il campo di gioco su cui ci si è abituati a giocare in questi anni. Cambia completamente lo scenario che si dovrà raccontare tutti i giorni sui quotidiani. Ve lo immaginate? Con Civati segretario, come si potrebbe scrivere tutti i giorni che «non c’è alternativa a Renzi» o che «il correntone si sta preparando a dare guerra a Renzi»? Tutto finito. Un altro scenario, un altro Partito.

 

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2 thoughts on “Il già politico Andrea #Scanzi

  1. Civati è fuori dagli schemi mentali di questi giornalisti: non fa parte di nessuna corrente, non ha sponsor; non si adagia neppure nel ruolo dell’oppositore interno (rassegnato a stare in minoranza, pur di avere un suo ruolo, una sua visibilità). Segue una logica a loro incomprensibile perchè sconosciuta, che non punta a massimizzare il vantaggio personale ma ad ottenere risultati positivi, anche senza prendersene il merito.
    Per questo sono disturbati da lui: non possono catalogarlo, affibbiargli un ruolo prevedibile, buttare giù commenti stereotipati su di lui. Insomma, tocca loro lavorare, ritornare a sforzarsi di capire.
    Che fatica. Molto più comodo liquidarlo con uno sberleffo, una battuta. E tornare a pontificare sull’ineluttabilità della vittoria di Renzi.
    Che poi, magari, verrà smentita dai fatti; ma per questi tronfi opinionisti, se la realtà non si adegua alle loro previsioni, è la realtà ad essere sbagliata…

  2. No, Civati è uno che si muove seguendo il suo tornaconto personale, lo ha sempre fatto (e lo conosco da tempo). Per questo non mi fido di lui. Sta cavalcando l’onda dell'”opposizione interna al PD”, ma non se ne andrà mai. Gli fa troppo comodo lo stipendio da parlamentare e la visibilità che può avere. E’ uno che non ha mai lavorato un giorno in vita sua e vive da sempre e solo di politica. Se questo è il nuovo….non ci siamo

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