Home

Questa sera presento agli iscritti del mio circolo (Solbiate Olona) e dei circoli di Fagnano Olona e Olgiate Olona la mozione Civati.
Era l’aprile del 2010, ci ritrovammo all’ARCI Bellezza, a Milano. Non eravamo in molti, non avevamo un euro, Pippo era consigliere regionale di minoranza: non c’era un parlamentare, non c’era un sindaco, c’erano “solo” iscritti e futuri iscritti al PD, motivatissimi. Tutto cominciò lì. Ora presentiamo una mozione per il Congresso nazionale del più grande Partito d’Italia. E io sono un po’ emozionato.

Ho scritto questa cosa, su Facebook, venerdì sera. Sono uscito di casa con un quaderno pieno di appunti, che è il quaderno di questa fase congressuale. E’ finito. Ho scritto ovunque. Ho riempito ogni spazio, e penso che lo conserverò gelosamente, e penso che chi se lo ritroverà tra le mani vincerà il prossimo congresso (scherzo, ma mica troppo).

Ho preso appunti venerdì sera, a Fagnano Olona, sabato mattina, a Castellanza, e domenica mattina, a Caronno Pertusella. Ho preso appunti, ma ci sono anche cose che non si possono appuntare, che vi racconterò dopo.

Le cose che si possono appuntare sono due piccoli schemi sulla mozione Civati, preceduti da una domanda: “Lavoriamo insieme?”. Ho riassunto con questa domanda quella che voleva essere il mio racconto di questi anni durante i quali ho lavorato insieme a Giuseppe (Giuseppe?) – Pippo – Civati. Da quell’incontro all’ARCI Bellezza, appunto, del quale conservo una cosa, uno scambio di battute su Facebook (Facebook, nel 2010, tre anni fa!). Sono partito da qui, per raccontare la mozione così come l’ho capita io, parlando di uguaglianza e di un partito organizzatissimo e del rapporto con le larghe intese.

Tra le cose che mi sono appuntato la prima sera, ascoltate dagli iscritti, ci sono la necessità di organizzazione per aprirci e non rimanere chiusi, l’essere stati scavalcati a sinistra dal M5S, Bersani unico fatto fuori non convinti gli altriCuperlo per un partito di sinistra? –> Larghe intese. E poi Matteo Renzi per dire basta, Slogan da invertire sul sito di Renzi, Consultazione, Complessità regole congresso. E ancora casi Cancellieri e Alfano, Rapporto con Letta. 

La mattina successiva ho scritto cose come Credibilità e partecipazione, Rapporto iscritti – elettori, Tessere e calo di iscritti, Regolamento incomprensibile, Portare le idee al Governo, Dettare agenda, Organizzazione e circoli.

Domenica mattina mi sono appuntato Eleggiamo il segretario, Liberismo, Socialdemocrazia e equità, Ruolo dei tesserati (cerchiato mille volte), Correnti e voto di Civati su Marini? —> Caminetto, metodo di gestione del gruppo. Segretario eletto dagli iscritti? Non ha stessa legittimazione del premier. 

Le cose che non si possono appuntare sono sempre tre, e sono quel che è successo dopo le tre presentazioni che ho fatto. Venerdì sera, insieme agli amici renziani cuperliani – e anche i civatiani – sono andato al bar a bere una birra. C’era anche una parlamentare, e non ci riconoscevamo più, se non come appassionati e innamorati – addirittura? Sì, forse sì – del Partito Democratico e di tutte le speranze che porta con se.

Sabato mattina, al termine della discussione, siamo tornati a noi stessi, abitanti della Valle Olona, e abbiamo parlato della necessità di costituire un coordinamento politico, e io ho detto la mia: la Federazione provinciale deve svolgere un ruolo organizzativo, mentre sono le aree omogenee sul territorio che, tendendo all’autorganizzazione, devono essere luogo di rielaborazione politica e culturale: tutti d’accordo.

Domenica mattina, concluso il dibattito e in attesa dello spoglio, ho fatto una lunga chiacchierata con una ragazza che già avevo incrociato durante la fase provinciale del congresso, e che oggi ho incontrato di nuovo (ed è questa la cosa bella del Partito: incontrarsi e incontrarsi di nuovo, magari dopo un po’). Ci siamo detti com’è il partito che immaginiamo, e chiariti su un po’ di cose.

Io mi sono divertito. Davvero un sacco. E si fa fatica, non credete. Ma poi si torna a casa, e si dà una sfogliata agli appunti, alle cose che mi sono portato a casae si ripensa anche a chi colpevolizza i giovani elett con le parlamentarie che non hanno votato Prodi – e ancora a spiegare di no, che non è andata così. E tutto sommato si è contenti, alla fine.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...