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Quello che sto vivendo in questi giorni è il mio secondo Congresso di partito, di qualsiasi partito. Chi ha già avuto modo di leggere queste pagine sa che voterò Giuseppe Civati, ed è una scelta fatta anni fa, quando pensai che Giuseppe, Pippo, Civati, brianzolo, avrebbe dovuto fare proprio – pensate un po’ – il segretario del Pd.

Il primo Congresso al quale ho partecipato, da neoiscritto e senza alcuna esperienza, è stato quello del 2009, quando scelsi – le battaglie facili non mi sono mai piaciute, diciamo – di sostenere Ignazio Marino. Lo sostenni convintamente e ricordo che mi divertii molto, e imparai molte cose. Convintamente, dicevo, ma consapevole che sì, bravi e belli, ma ci si candidava a rappresentare il dissenso e poco altro. L’esperienza della mozione Marino, infatti, si concluse lì, con pochi spunti propositivi successivi.

Uno di questi spunti fu Civati, appunto. Uno spunto che ha molto lavorato, in questi anni, e che si presenta oggi non per rappresentare il dissenso o poco più, ma per rappresentare un’area di pensiero interna al centrosinistra – e che aspira a diventare maggioranza – che Civati stesso ha costruito (organizzando anche una squadra, la squadra #civoti) e che ha riprodotto plasticamente durante il confronto andato in onda su Sky. Confronto che ha vinto (possiamo dirlo chiaramente, che Civati ha vinto il confronto su Sky?) risultando allo stesso tempo sia più brillante di Renzi che portatore di una visione politica più profonda (e di sinistra?) di quella di Cuperlo (e viceversa, ma che ve lo dico a fare…). Le due cose si tengono assieme: la battuta televisiva, il tweet efficace, la capacità di comunicare e la dimensione del pensiero politico. Si tengono assieme perché solamente partendo dalla mozione congressuale più lunga e dettagliata (non allungata e diluita, ma dettagliata, che è molto diverso, vedi alla voce “diritti civili”, ad esempio) si può essere convincenti e incisivi nei pochi secondi che i tempi televisivi imponevano. La vittoria del confronto si spiega così, e forse dobbiamo spiegarla così a chi era scettico a causa del livello di dettaglio del testo congressuale e a chi accusava e accusa Civati di stare solo sul web, come se fossero questioni separate. E invece non lo sono.

Ecco perché, alla fine, vedrete, #vincecivati, e con lui un centrosinistra nuovo, all’altezza di rappresentare anche la sinistra di questo Paese, e tutti coloro che vogliono cambiarlo, e che del moderatismo politico non ne possono più.

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