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Non è abbastanza.

In estrema sintesi ho detto questo, questa sera, all’Assemblea provinciale dei Giovani Democratici. Nella mia breve storia di militante di partito ho fatto davvero pochissima attività nella giovanile, ma ogni tanto mi è capitato di voler ascoltare. Questa sera è stata una di quelle sere e devo dire di aver molto apprezzato – dopo una lunga discussione sul regolamento congressuale – il dibattito sul ruolo della giovanile. Ecco perché ho voluto dire la mia, per sottolineare che quel che è mancato alla giovanile (ma anche al PD, eh) sono radicalità e spontaneismo, che si traducono in capacità di mobilitazione. Ho portato l’esempio del fiume Olona, che vedevo affogare nella schiuma. E c’eravamo io, gli attivisti di Legambiente, alcuni singoli cittadini ed esponenti grillini. E non era una barzelletta, e non faceva per niente ridere. Con un po’ di ritardo è scattata la mobilitazione di alcuni giovani democratici, quelli più spontanei e più radicali, che si sono mossi al confine dell’organizzazione, e io, con loro, mi sono sentito a casa.

Spontanei e radicali. Perché tocca a noi portare al confine il dibattito e la proposta politica. Ci penserà poi il partito, o il segretario cittadino, o il consigliere regionale, o il deputato, a mediare e moderare. In nome della governabilità, del benaltrismo o dei vincoli che ci impone l’Europa. Ci penseranno loro. Tocca a noi, ai giovani di tutte le età, recuperare la radicalità delle proposte, quella radicalità che si tiene assieme a visioni di lungo periodo. Fuori dalla gabbia e dal mito dell’immediatezza e della concretezza (tratto distintivo del berlusconismo e del leghismo, se ci pensate), per tornare a fare politica. Semplicemente questo.

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4 thoughts on “Restare ribelli

  1. Stefano, ieri sera me ne sono andata e non ho avuto modo di darti una risposta. Te la lascio qui. Io sono d’accordissimo con quello che hai detto, ma sei proprio sicuro che sia necessario che i giovani siano organizzati in una giovanile per portare avanti queste battaglie? Non possono semplicemente essere “quelli del PD più sensibili al tema ambientale”, per esempio, tralasciando che essi siano giovani o vecchi perché non è questo il punto? Io credo che le battaglie e le mobilitazioni spontanee debbano essere patrimonio del partito stesso, e non di una presunta “ala estrema on demand” che si infiamma a comando. La “dura” realtà è che i giovani, quando si mobilitano, non hanno bisogno dei Giovani Democratici per farlo: molti di loro, ad esempio, fanno già parte come singoli di altre associazioni che si occupano di ciò che li stimola di più (ambiente, diritti, salute ecc.) e si muovono all’interno di esse, oppure partecipano e anzi “ispirano”, nei circoli che funzionano, le battaglia del PD stesso se ne fanno parte. I GD, come mobilitatori e portatori di radicalità, non funzionano. Tantomeno funzionano come “cantera” di aspiranti politici. Pe questo motivo il mio ragionamento di ieri mi ha portato a dire che i GD dovrebbero proprio cambiare missione in toto, e diventare qualcos’altro, sempre legato alla politica (e alla cultura politica, e al senso civico, ancora prima), ma con il compito di preparare il terreno per la mobilitazione e per la radicalità, fornire strumenti cognitivi e pratici (anche più “superficiali”) per chi vuole iniziare a capire come muoversi. Per tutto il resto, c’è il PD! Ale

  2. Ste,
    ho apprezzato molto il tuo intervento di ieri (e in generale l’Assemblea, che si è svolta con passione ma pure con moderazione e rispetto, in genere).
    Quello che dici mi sembra giusto e, pur condividendo le problematiche di Alessandra, ritengo che la Giovanile possa dare ancora molto, come polo d’attrazione per i giovani, che magari non vogliono “limitarsi” all’associazionismo (cosa buona e giusta, ma che a volte è confinata in un campo solo della società), ma spaziare a tutto campo nel mondo della politica.
    Noi possiamo e dobbiamo aver la forza di rischiare, sporcarci le mani, fare proposte per conto nostro e tramite il PD (ovviamente senza andare allo scontro o portando idee opposte).
    Vero, come diceva ieri Alessandra, c’è fin troppo burocrazia e “apparato”, a volte.
    Dobbiam vedere dove questo è utile e dove è un peso, cercando d’essere spontanei, come scrivi anche tu.
    La Giovanile non dev’essere uno specchietto per le allodole, né un serbatoio di voti o un parcheggio per giovani rampanti; bensì un serbatoio di idee, iniziative e talenti giovani e freschi che vogliano spendersi al servizio della loro comunità.

    Te l’ho detto e te lo ripeto: vieni e partecipa più spesso alle iniziative dei GD (con o senza cariche), puoi dare un contributo molto prezioso.
    Può sembrare poca cosa rispetto alle sfide che hai affrontato e affronterai a livello ben più alto, ma..”senza la base, scordatevi le altezze” (cit.), no? 😉

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